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Nel banking, la modernizzazione dei sistemi core raramente parte da una pagina bianca.
Molte organizzazioni finanziarie operano ancora su architetture che hanno decenni di storia e che, ancora oggi, sostengono processi essenziali per la continuità operativa: contabilità, pagamenti, anagrafiche, clearing, batch notturni e gestione dei flussi da e verso altri istituti.
In questo scenario, il COBOL/Mainframe mantiene un ruolo centrale. La sua rilevanza deriva dalla capacità di garantire stabilità, affidabilità e gestione di grandi volumi di dati storici, spesso pluridecennali.
Secondo l’esperienza di Sergio Tescaro, esperto Dale in ambito COBOL/Mainframe, il punto centrale riguarda la conoscenza incorporata nei sistemi: regole operative, contabili, fiscali e di processo che nel tempo si sono stratificate nel codice e che continuano a sostenere l’operatività bancaria.
COBOL nel banking: una tecnologia ancora centrale nei processi critici
Nel settore bancario, COBOL continua a governare processi ad alta sensibilità operativa.
Si tratta di sistemi che intervengono su chiusure giornaliere, calcolo interessi, quadrature contabili, movimenti, flussi interbancari e dati sensibili come saldi, IBAN, rapporti e storicità operative.
La complessità nasce dalla natura stessa di questi ambienti: codice scritto nel tempo, logiche duplicate, nomenclature spesso poco descrittive, documentazione funzionale parziale e forte dipendenza dalla conoscenza di risorse senior.
Per comprendere una regola di business, in molti casi è necessario leggere direttamente il codice o ricostruire la logica attraverso chi ha lavorato per anni su quegli stessi sistemi.
Questa conoscenza implicita è uno degli elementi più delicati da governare nei percorsi di modernizzazione.
Il valore non è solo nel codice, ma nelle regole che il codice custodisce
Nei sistemi COBOL/Mainframe, il codice rappresenta spesso il punto in cui si sono sedimentate regole di business, eccezioni operative, vincoli contabili e logiche nate da anni di evoluzione normativa e applicativa.
Per questo, la modernizzazione non può essere letta solo come sostituzione tecnologica.
Il primo passaggio consiste nel capire cosa il sistema gestisce, quali processi sostiene, quali regole incorpora e quali rischi possono emergere da un intervento non governato.
Il tema, quindi, non riguarda semplicemente “superare il legacy”, ma rendere esplicita e governabile la conoscenza che il legacy contiene.
Area Titoli: dove il COBOL sostiene processi sensibili
Ad esempio, nell’area Titoli, ambito di specializzazione di Sergio, il ruolo del COBOL/Mainframe è ancora particolarmente rilevante.
Qui i sistemi legacy sostengono processi che toccano il cuore operativo e contabile della banca: anagrafiche, posizioni creditizia del cliente, carico e scarico titoli, calcolo saldi, dividendi, cedole obbligazionarie, capital gain e quadrature.
A questi processi si aggiungono i batch serali o notturni, in cui vengono eseguite elaborazioni critiche su grandi volumi di dati. In caso di errore, la gestione dei restart può diventare complessa e incidere sulla continuità operativa del giorno successivo.
Nel dominio dei Titoli, inoltre, la storicità del dato ha un peso significativo. Molti sistemi gestiscono dati accumulati in decenni, con milioni di record e tracciati estesi, spesso soggetti a conversioni delicate in caso di migrazioni, fusioni o evoluzioni applicative.
Precisione finanziaria, storicità e continuità operativa
La gestione Titoli richiede precisione elevata, perché anche una modifica apparentemente limitata può avere effetti su calcoli, fiscalità, rendicontazioni e controlli.
Per questo la stabilità dei sistemi COBOL/Mainframe resta un elemento importante.
Allo stesso tempo, le banche devono integrare questi ambienti con applicazioni più moderne: portali di trading, app, front-end real time, API, microservizi e nuovi layer di integrazione.
La sfida è far dialogare mondi tecnologici diversi preservando coerenza, affidabilità e controllo.
Modernizzazione dei sistemi legacy: dove intervenire senza distruggere valore
La complessità dell’area Titoli non si risolve con una scelta esclusivamente tecnologica.
Per Sergio, il punto di partenza è aiutare il decision maker a distinguere cosa va preservato, cosa può evolvere e dove è possibile sperimentare.
Un errore frequente consiste nell’analizzare il dominio partendo solo da applicazioni, linguaggi o server. Una lettura più efficace parte invece dai processi e dal loro livello di criticità.
Ad esempio:
Classificare i processi per livello di rischio
Una modernizzazione controllata richiede una classificazione dei processi per criticità:
- rischio alto, come custodia, fiscalità, posizioni cliente e calcoli sensibili;
- rischio medio, come reportistica e riconciliazioni;
- rischio più contenuto, come arricchimento dati o funzionalità meno core.
Questa lettura permette di definire priorità più coerenti, allocare meglio gli investimenti e ridurre il rischio operativo.
Il decision maker non ha bisogno solo di dettagli tecnici o diagrammi estesi. Ha bisogno di capire quali componenti sostengono processi critici, quali logiche devono essere preservate e quali aree possono essere oggetto di evoluzione progressiva.
IT, Business e utenti: perché la conoscenza deve diventare condivisa
Nei percorsi di modernizzazione dei sistemi core bancari, il confronto tra IT, Business e utenti operativi diventa decisivo.
Il rischio, quando le funzioni lavorano separatamente, è quello di creare passaggi informativi a catena, con perdita di contesto e aumento dei tempi di analisi.
Mettere le competenze allo stesso tavolo consente invece di lavorare su casi reali, ricostruire le logiche applicative e rendere più comprensibili i processi.
Nel dominio Titoli, questa collaborazione è particolarmente importante perché molte regole operative sono conosciute attraverso l’esperienza, la manutenzione storica dei sistemi e la conoscenza funzionale di chi lavora quotidianamente sul processo.
AI e sistemi legacy: cosa aspettarsi nei prossimi 12-24 mesi
Nei prossimi 12-24 mesi, il tema non sarà semplicemente trasformare l’area Titoli, ma governarla meglio.
L’Intelligenza Artificiale potrà supportare l’analisi del codice, la ricostruzione delle logiche applicative, la documentazione dei processi e l’individuazione di dipendenze nascoste.
Il suo valore sarà maggiore se verrà utilizzata come supporto alla conoscenza del core, non come scorciatoia per sostituire sistemi che sostengono processi ancora critici.
La modernizzazione dei sistemi legacy potrà quindi procedere in modo più efficace quando aiuterà a rendere esplicito ciò che oggi è implicito: regole, relazioni, eccezioni, dipendenze e priorità operative.
Conclusione
Nel banking, COBOL/Mainframe continua a sostenere una parte rilevante dell’operatività core. Nell’area Titoli, questo ruolo è ancora più evidente per la delicatezza dei processi gestiti e per la quantità di conoscenza incorporata nei sistemi.
La vera sfida della modernizzazione consiste nel governare questa conoscenza.
Capire cosa il core gestisce, cosa va preservato e dove introdurre innovazione in modo controllato permette alle organizzazioni finanziarie di evolvere senza compromettere stabilità, precisione e continuità operativa.
Nei prossimi anni, AI e modernizzazione potranno creare valore se aiuteranno banche e intermediari a rendere più esplicita, condivisa e governabile la logica che sostiene i sistemi legacy.





